Creatività e silenzio

Creatività e silenzio

Creatività e silenzio: ecco cosa c’è dietro le mie fotografie. Molte persone mi hanno chiesto come realizzo le mie immagini, specialmente nella fotografia di food e di still Life. Da qualche anno la mia vita ha subito un drastico cambiamento e non sempre gli avvenimenti che noi consideriamo negativi lo sono nella loro totalità. Va colto sempre il lato positivo di ciò che la vita ti offre. Per me il silenzio é diventato fondamentale e da li la creatività. Occorre distinguere le foto che sono commissionate dai clienti (editoriale) e quelle che realizzo per il mio gusto, per esternare una mia emozione, uno stato d’animo.

Per il settore editoriale vi sono dei parametri da rispettare. E’ come la traccia di un tema che devi seguire per rimanere nell’argomento.  Sono parametri vincolanti che il fotografo deve rispettare affinché il cliente sia pienamente soddisfatto del lavoro commissionato.

Quando sono libero di fotografare, ed è la situazione che ogni fotografo predilige, la mia creatività riesce ad emergere e si concretizza nell’immagine finale. Per me è fondamentale fare silenzio, un silenzio creativo, che qualcuno chiama deserto. Non riesco a lavorare stando nella confusione ed essere distolto da quello che non fa parte del contesto fotografico. 

La fotografia è sentimento, occorre ascoltare le emozioni e per questo occorre silenzio. Viviamo in maniera distratta spesso frenetica, non cogliamo l’essenza delle cose. La fotografia ti permette di fermarti e il tempo non è dettato dalle frenetiche regole umane, ma dalla necessità di dover attendere che di materializzi la foto, attendere il momento giusto per scattare. Una volta, o chi lavora ancora in analogico, occorre attendere lo sviluppo del negativo e la nascita della stampa. La fotografia è attesa, che si trasforma in speranza. Un buon risultato in fotografia si ottiene facendo solo silenzio dentro il nostro io.