Finistère, la strada verso la libertà.

Appunti di viaggio:  Finistère, la strada verso la libertà.

Era una sera di settembre 2007 quando mi venne l’idea di andare a fotografare la Normandia e la Bretagna.  Un viaggio in Finistère, ossia la strada verso la libertà. Necessitavo di evasione e di ricercare un luogo selvaggio dove avrei potuto essere in simbiosi con la natura.

Partii all’avventura in auto; oltre alla mia attrezzatura, poche cose: un po’ di cibo, acqua, un buon sacco a pelo e vestiti. Percorsi velocemente le autostrade fino ad arrivare ad Etrétat in Alta Normandia. Le Falesie si stagliavano sull’Oceano e così giorno dopo giorno, chilometri dopo chilometri, giunsi verso spiagge e scogliere di una così varietà di dimensioni, forme e colori da rimanere senza fiato.   Il vento, che in questi luoghi raggiunge velocità impressionanti fino a 160 – 170 Km/h., e il fenomeno delle maree rende questo territorio unico.

Costeggiando il mare, arrivo fino a Saint Malo, poi a Pampol, Perros- Guirec, Trégastel, Brigognan, per scendere, in seguito, verso Brest e visitare la sua splendida baia. E’ la strada verso la libertà, ossia verso quei luoghi che i Romani chiamavano Finis Terrae. Provo anch’io una sensazione di libertà.

Trascorro un paio di giorni sull’Isola di Ouessant, il luogo più ad ovest della Francia, nell’Oceano Atlantico, per poi rientrare verso la Cote d’Armorique, con le Point du Raz.
Assaporo una sensazione di tranquillità e di pace, immerso in questo scenario unico, che contrasta con la memoria storica di questi luoghi.  Qui, in questa parte di oceano, si é combattuta una delle più sanguinose battaglie navali della seconda guerra mondiale.

Sono stato talmente assorbito da questo paesaggio, soprattutto da un mare, che nei periodi invernali é testimone di tempeste straordinarie, che ho perso la cognizione del tempo. La fotografia é scandita dal tempo, non solo quando si scatta, ma anche nella realizzazione dei progetti che spesso richiedono anni di preparazione e lavoro.

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Progetti