Lungo i binari della memoria – Shoah

Lungo i binari della memoria

Ecco come nasce “Lungo i binari della Memoria”.

Era una domenica mattina di gennaio 2008 quando alcuni rappresentanti della Regione Toscana e dell’associazione A.N.P.I. mi chiesero la disponibilità ad effettuare con loro il viaggio della memoria 2008 con i ragazzi delle scuole superiore della Val d’Elsa, verso i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Accettai anche se non sapevo come avrei potuto realizzare questo reportage. Volevo che le mie fotografie non raccontassero solo l’orrore, ma che la narrazione si sviluppasse lungo un percorso diverso e meno scontato.

Infatti cosa avrei potuto raccontare di nuovo, di fotograficamente valido dopo che sulla Shoah si era detto tutto? Potevano le mie fotografia raccontare qualcosa di degno da essere visto e sopratutto emozionare? i Tedeschi avevano documentato le loro nefandezze per esaltare la loro efficienza criminale, mentre gli alleati avevano documentato gli orrori nel tentativo di rendere giustizia a milioni di morti innocenti. A distanza di quasi 70 anni avrebbe mai potuto avere un significato il mio reportage?

E’ nato così, quasi in maniera spontanea, di concentrare il mio lavoro sui volti dei visitatori, cogliere il loro impatto emotivo con l’orrore, con la morte, con la disperazione. Ecco che alla fine ho cercato di dare contemporaneità a questo lavoro; che non sia un semplice racconto storico di ciò che é avvenuto decenni passati.

Da questo lavoro é nata una mostra fotografica che é stata esposta in diverse località toscane, é stata illustrata in molte scuole medie superiori ed inferiori. Ancora oggi mi reco nelle scuole per raccontare la mia esperienza e sono disponibile ad allestire questa mostra in ogni luogo, scuola, circolo culturale che ne farà richiesta. Ritengo fondamentale che anch’io, nel mio piccolo, possa coltivare la “memoria”, educare le generazioni future ad essere sempre vigili. Tacere é essere complici.

“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”.  

Berthold Brecht

Da questa esperienza é nato anche un libro: “Lungo i binari della memoria” ed. Protagon anno 2008.

Per chi volesse approfondire: Link

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Progetti